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 le galassie

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MessaggioTitolo: le galassie   Gio Apr 17, 2008 9:16 pm

LE GALASSIE


Le galassie sono enormi insiemi di stelle e di gigantesche nubi di gas e polvere. Esse sono i "mattoni" che compongono l'universo, il quale ne contiene miliardi.
Una galassia costituisce anch'essa, in piccolo, un vero e proprio universo a se' stante: e' un sistema autogravitante, che generalmente si evolve separatamente dalle altre galassie.
In realta', spesso due o piu' galassie vicine
interagiscono tra loro, si avvicinano deformandosi a causa della reciproca attrazione gravitazionale, o addirittura si scontrano dando luogo a fenomeni molto violenti.


E' solo da pochi decenni che si e' compreso che cosa sono effettivamente le galassie. Quando gli strumenti di osservazione non erano cosi' potenti come quelli di oggi, infatti, esse apparivano come piccole regioni luminose dall'aspetto nebuloso, non risolto, presenti in tutte le direzioni sulla volta celeste. Fino all'inizio degli anni '20 si pensava che queste cosiddette "nebulose spirali" fossero oggetti appartenenti alla nostra galassia, della quale ancora non si conoscevano esattamente le dimensioni.
Nel 1920 si scopri' che le stelle di tipo esplosivo chiamate novae appartenevano in realta' a due categorie: le
novae vere e proprie e le supernovae, molto piu' luminose. Questa scoperta fu molto importante, perche' si capi' che una nova osservata nella nebulosa di Andromeda nel 1885 era invece una supernova. Il fatto che fosse apparsa luminosa come le novae della nostra galassia indicava che era molto piu' distante: la nebulosa di Andromeda era quindi esterna alla Via Lattea.
Fu solo nel 1924 che l'astronomo Edwin Hubble, con il telescopio del Monte Wilson, riusci' a risolvere alcune regioni della nebulosa di Andromeda, confermando che si tratta di una galassia vera e propria, esterna alla nostra. Andromeda e' una delle galassie piu' vicine alla Via Lattea: dista da noi "soltanto" due milioni di anni luce.

Le galassie hanno forme, dimensioni e masse molto diverse tra loro. Ci sono galassie giganti, che contengono 10.000 miliardi di stelle, e galassie nane che ne contengono poche centinaia di migliaia. Le galassie spirali hanno diametri medi intorno ai 70 mila anni luce, ma una delle piu' grandi galassie di questo tipo, NGC 1961, ha un diametro di 300 mila anni luce e una massa pari a circa 2000 miliardi di volte quella del Sole.
Tra le galassie ellittiche e' facile trovarne di ancora piu' grandi, con dimensioni di oltre 300 mila anni luce e masse fino a 10mila miliardi di volte la massa del Sole; sempre di questo tipo morfologico fanno parte le galassie nane, che hanno dimensioni di appena 5000 anni luce e masse di solo pochi milioni di volte quella del Sole.

Le galassie hanno forme e caratteristiche diverse e vengono classificate in tre grandi categorie: le galassie a spirale, quelle ellittiche e quelle irregolari.
Le
galassie spirali hanno la forma di un disco, in rotazione attorno al proprio asse, con delle braccia a spirale che si dipartono da un nucleo centrale e lo avvolgono; sono ricche di gas e le braccia contengono stelle giovani, mentre il nucleo contiene stelle piu' vecchie. Nelle galassie spirali si formano tuttora stelle, in modo piu' o meno intenso.
Le
galassie ellittiche hanno la forma di un ellissoide piu' o meno schiacciato, sono molto povere di gas e possiedono quasi solo stelle vecchie. In questo tipo di galassie non si formano piu' stelle, non essendoci piu' gas disponibile.
Le
galassie irregolari hanno una forma non ben definita, sono ricche di gas, polvere e stelle giovani. In questo tipo di galassie la formazione di stelle e' molto intensa.

Della classificazione fanno parte anche le cosiddette "galassie lenticolari" o S0, un tipo di galassia che sta a meta' tra una spirale e un'ellittica. Le S0 hanno una forma schiacciata, a disco, ma non presentano i caratteristici bracci delle spirali.
Le galassie si sono formate poco tempo dopo la nascita dell'universo, cioe' all'incirca da quindici miliardi di anni. All'inizio erano soltanto delle enormi nubi di gas, principalmente idrogeno, con una certa percentuale di elio.
Queste nubi hanno subito un'instabilita' gravitazionale che le ha portate a frammentarsi e a collassare su se stesse, formando
stelle.
Nel caso delle galassie ellittiche, si sono formate subito molte stelle quasi contemporaneamente, ed e' rimasto pochissimo gas disponibile per la formazione di altre stelle. Queste galassie sono percio' rimaste "congelate" nella forma che avevano all'inizio della propria evoluzione.
Nelle galassie spirali, invece, le stelle si sono formate piu' lentamente, lasciando ancora molto gas disponibile. Il gas e le stelle hanno cominciato a ruotare sempre piu' velocemente, assumendo la forma schiacciata di un disco, mentre la formazione di stelle e' continuata in modo graduale.
Le componenti principali delle galassie sono le stelle. In una stessa galassia possono coesistere stelle giovani e vecchie, formate cioe' in tempi diversi, con frequenza e modalita' che variano da un tipo di galassia all'altro.
Le stelle possono essere isolate, oppure raggruppate in insiemi detti ammassi. Gli ammassi contengono stelle piu' o meno della stessa eta', che si sono formate da una stessa nube di gas. Essi si dividono in due categorie, gli ammassi aperti e quelli globulari. Gli ammassi aperti sono insiemi di qualche centinaio o migliaio di stelle, hanno forma irregolare e contengono stelle giovani e massicce. Quando esse si evolvono, dopo qualche decina o centinaio di milioni di anni, l'ammasso si disgrega, perche' l'attrazione gravitazionale delle stelle che lo compongono non e' sufficiente a tenerle unite.
Gli ammassi globulari sono insiemi di stelle di forma sferica, che possono contenere fino a 300mila stelle, concentrate in regioni di poche centinaia di anni luce. Dato il gran numero di stelle che racchiudono, si tratta di formazioni stabili, gravitazionalmente legate, a differenza deli ammassi aperti. Sembra che gli ammassi globulari si formino nella fase iniziale di vita di una galassia. Essi si trovano sia nelle galassie ellittiche, dispersi nella galassia, che in quelle spirali, per lo piu' raggruppati in aloni sferici attorno ad esse.

Una galassia e' costituita anche da un insieme di gas e polveri e ioni ch eprende il nome di materia interstellare.
Dopo le stelle, la componente piu' importante di una galassia di tipo spirale o irregolare e' il gas; principalmente si tratta di idrogeno, con una percentuale minore di elio, e tracce di gas come l'ossido di carbonio (CO), il metano (CH4), l'ammoniaca (NH3) e il vapore acqueo (H2O).
Il gas si trova aggregato in nubi spesso molto grandi, e puo' trovarsi in diversi stati: ci sono nubi di idrogeno neutro allo stato molecolare (H2), molto fredde e dense; nubi di idrogeno neutro allo stato atomico, un po' piu' rarefatte, che prendono il nome di regioni HI; nubi di idrogeno ionizzato, caldo e rarefatto, che circondano le stelle giovani e massicce e che vengono dette regioni HII.
Le nubi molecolari hanno densita' di 103-104 grammi per cm3 e temperature dell'ordine dei 10 gradi sopra lo zero assoluto, cioe' -263 oC ! In queste nubi si formano le nuove
stelle , infatti in esse il gas e' abbastanza denso da poter collassare in risposta ad una perturbazione gravitazionale. Questo gas contiene anche alcune molecole oltre all'idrogeno H2: l'ossido di carbonio(CO), il radicale cianogeno (CN), il radicale metilidina (CH) , il radicale ossidrile (OH), l'acqua (H2O), la formaldeide (H2CO), l'ammoniaca (NH3), ecc.
Nelle regioni HI, l'idrogeno ha temperature dell'ordine di 100-300 gradi Kelvin, cioe' inferiori a 30 oC, e densita' di circa 100 particelle per cm3
L'idrogeno neutro e' una componente molto importante delle galassie spirali e irregolari, perche' e' presente un po' dappertutto e puo' essere rivelato fino a grandi distanze. A quelle densita' e temperature, infatti, l'idrogeno emette una riga spettrale con lunghezza d'onda di 21 cm, cioe' nella banda delle onde radio. La radiazione di quelle lunghezze d'onda non subisce alcun disturbo da parte dell'atmosfera terrestre o di nubi di gas interstellare, quindi la riga a 21 cm permette di rivelare la presenza di HI anche a grandi distanze, e attraverso il suo
redshift se ne puo' studiare anche il moto. In questo modo sono stati ricostruiti i moti di rotazione di molte galassie spirali.
Le regioni HII sono zone di gass ionizzato che circondano le stelle giovani e massicce. Queste stelle si formano iniziamente in nubi di gas neutro, ma quando le reazioni nucleari si accendono al loro interno, la loro temperatura sale e la radiazione che emettono diventa cosi' energetica da strappare gli elettroni agli atomi del gas, e di riscaldarlo fino a circa 10mila gradi. Qando la stella, evolvendosi, si raffredda, anche il gas si raffredda e gli elettroni si ricombinano agli ioni.
Questo gas e' riconoscibie anche a grandi distanze, grazie al fatto che alcuni elementi presenti in piccole quantita' assieme all'idrogeno (ossigeno, azoto, zolfo, ecc...) emettono righe spettrali molto intense e caratteristiche, visibili anche in altre galassie.

Mescolati al gas interstellare si trovano anche dei grani di polvere, composti per lo piu' da silicati, grafite e altri materiali carbonacei. I grani si sono formati per condensazione degli elementi chimici piu' pesanti dell'elio; questi vengono sintetizzati all'interno delle stelle nel corso delle reazioni di fusione nucleare, e poi rilasciati nello spazio dal
vento stellare o in fenomeni come l'esplosione di supernovae.

Una componente importante di molte galassie sembra essere la materia oscura: si tratta di una forma di materia di natura ancora sconosciuta, che permea tutto l'universo. Essa non emette ne' assorbe radiaizone e percio' non e' rivelabile in altro modo se non attraverso i suoi effetti gravitazionali sulla materia visibile, come le stelle o il gas. L'analisi della dinamica di molte galassie, e quindi del campo gravitazionale al quale esse sono soggette, ha rivelato alcune anomalie. Soltanto ipotizzando che queste galassie siano circondate da giganteschi aloni massicci di materia oscura si possono spiegare quetse anomalie. Anche le galassie negli
ammassi sembrano legate tra loro da enormi quantita' di materia oscura.
Gli astronomi ricavano le distanze degli oggetti celesti con metodi diretti (per gli astri piu' vicini della nostra galassia) o indiretti, attraverso l'uso degli indicatori di distanza. Gli indicatori di distanza sono corpi celesti dalle proprieta' particolari, che consentono di ricavare la loro distanza in maniera abbastanza precisa.
Per esempio, un indicatore molto potente e' la
supernova: se si osserva una supernova in una galassia distante, dalla distanza della supernova si puo' ricavare anche quella della galassia.

Una delle fondamentali scoperte della cosmologia moderna e' che tutte le galassie si stanno allontanando l'una dall'altra con una velocita' relativa V tanto maggiore quanto piu' distanti sono tra loro. Questo fatto e' espresso dalla
legge di Hubble

V = Ho d

dove d e' la distanza della galassia e Ho e' la costante di Hubble. Un metodo di misura attendibile della distanza delle galassie rispetto a noi e' di fondamentale importanza per ricavare il valore della costante di Hubble, mentre la loro velocita' si puo' ricavare dal
redshift dello spettro.

Ogni indicatore di distanza, prima di poter essere usato, deve essere calibrato mediante altri indicatori piu' elementari. I piu' semplici indicatori di distanza sono le stelle giovani e luminose che si trovano nei dintorni del Sistema Solare. Essendo vicine a noi, le distanze di queste stelle possono essere ricavate usando metodi geometrici come la
parallasse . Dalla loro luminosita' apparente e dalla loro distanza si ricava la luminosita' o magnitudine assoluta. Se si riesce ad attribuire una magnitudine che sia la stessa per tutte le stelle di un dato tipo spettrale, quando vengono osservate stelle dello stesso tipo spettrale a distanza maggiore, dalla magnitudine apparente e da quella assoluta si puo' ricavarne la distanza. In pratica, dunque, queste stelle agisconocome "candele campione".


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