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 spazzolino

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MessaggioTitolo: spazzolino   Dom Giu 01, 2008 11:10 pm

Dall’alba della civiltà l’uomo effettua la toeletta dei suoi denti in un triplice ruolo: la sua comodità, la necessità e la sua estetica. I denti venivano considerati principalmente strumento essenziale per la masticazione, ma quante fascinose ipotesi sono avanzabili sullo strumento della masticazione? Arma di lotta? Cesoia per il funicolo ombelicale; come potè aver appreso dall’animale? Strumento di molitura e di preparazione del cibo o di bevande, come insegna ancor oggi la masticazione dei semi della cica da parte delle donne peruviane? Strumento, quindi, che ha indubbiamente condizionato il comportamento umano e la cui evoluzione, aldilà del raffinamento del gusto, sta quasi per certo alla base delle scelte alimentari, con i riflessi che queste hanno prodotto, nel senso di un’impronta fisica e mentale quale quella che viene determinata dalla qualità della nutrizione. Questa concezione del dente, come elemento di integrità fisica e morale, si ritrova in quasi tutte le culture e, infatti, una serie di valori culturali e simbolici si sono spesso sovrapposti e affiancati alla iniziale motivazione di ordine igienico, la necessità di rimuovere i residui di cibo dai denti. Del resto i primi strumenti relativi alla cura dei denti sono proprio quelli rivolti a soddisfare esigenze di ordine igienico ed estetico: bastoncini di legno, ossa, pietre e lische di pesce. A questo punto si deve ammettere che gli strumenti dei primi uomini sono stati inventati nel vero senso del termine, nel corso di un’evoluzione che è durata circa due milioni di anni come afferma il professore Leroi-Gourham: “Il progresso tecnico va di pari passo con l’evoluzione celebrale.”

Lo stuzzicadenti, primo articolo per la pulizia
Hirschfield vide un giorno uno scimpanzè pulirsi i denti con uno stecco di paglia. Uno zoologo consultato su questo argomento gli scrisse: “Mi chiedo se lo scimpanzè che lei ha visto usare un ramoscello come stuzzicadenti stesse imitando una qualche azione umana da lui vista. E’ possibile che qualche residuo si fosse incastrato tra i suoi denti e che stesse tentando di rimuoverlo. Questi animali sono sufficientemente intelligenti da realizzare ciò che stanno facendo in un contesto di quel tipo.” E’ dello stesso avviso un antropologo che aveva osservato un fatto analogo: “Se questo comportamento appaia spontaneamente o sia il risultato dell’osservazione del comportamento umano, non lo so, ma dalla mia generale conoscenza degli scimpanzè, oserei dire che ciò può essere perfettamente e totalmente spontaneo. Inoltre è una mia opinione che l’uso degli stuzzicadenti possa apparire sia come una forma di divertimento sia uno sforzo per rimuovere quella spiacevole sensazione tra i denti.” Quello che vale per lo scimpanzè, vale anche a “fortiori” per l’uomo. L’origine dello stuzzicadenti si perde dunque nella notte dei tempi. E’conosciuto in Cina, presso i Celti, i Greci e i Romani. E’ menzionato nel Talmud (insegnamento della legge ebraica) e caldamente raccomandato da Maometto. In Europa subisce un’eclissi durante il Medioevo per rifiorire nel Rinascimento. Dapprima di origine vegetale (legno) o animale (osso o piuma), viene successivamente fabbricato in bronzo, in argento, in oro, isolatamente associato ad altri oggetti da toilette.
A partire dal 18° secolo lo stuzzicadenti come unico strumento per la rimozione dei depositi comincia a perdere la sua credibilità, perché spinto tra i denti forzava le gengive nella loro naturale condizione, esponeva le radici all'aria fredda e frequentemente produceva dolore in denti perfettamente sani. Questa teoria non fu sostenuta da tutti, infatti Harris considerava lo stuzzicadenti migliore di qualsiasi altro strumento per rimuovere le piccole particelle di cibo che si incastravano tra gli interstizi dei denti, ma non adatto alla rimozione dei depositi duri. A tal fine erano utilizzati stuzzicadenti in avorio, argento e oro, cesellati, smaltati e decorati con pietre preziose, liberi o racchiusi in astucci preziosi, soli o con un coltello, forchetta e cucchiaio. Vengono anche portati come ciondoli, appesi a collane ricche da persone facoltose. Infatti il duca di Borgogna possedeva uno stuzzicadenti ricavato da un diametro chiamato la Lozenge con una grossa punta e una perla. La moda di utilizzare gli stuzzicadenti tendeva già a scomparire per essere sostituito da strumenti più idonei e più efficaci per tale uso.

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